La quinta giornata degli Europei di nuoto e di atletica ha portato tre ori, i primi con le due donne delle grandi distanze, Simona Quadarella nei 1.500 stile libero e Nadia Battocletti nei 10.000; l’ultimo con quel magnifico matto di Gianmarco Tamberi nel salto in alto. Sono arrivati pure tre bronzi dalla 4x100 stile libero mista, da Matteo Sioli nel salto in alto, da Fausto Desalu nei 200. Ma chissà che questo non si trasformi in argento.
L’uomo che si inabissò due volte non si è ancora stancato di riemergere, e in un anno nel quale non aveva mai saltato più di 2,23 è salito a 2,32 per vincere il quarto titolo europeo della sua assurda, umana, matta, dolcissima carriera. Quando Gianmarco Tamberi è andato oltre l’asticella per la misura che sarebbe stata decisiva, stavano entrando in pista i finalisti dei 200 metri, e tutto è parso incredibilmente simile a quel pugno di minuti lontani ormai cinque anni e due settimane, quel frammento d’agosto 2021 da cui è venuto fuori il Big Bang dell’atletica italiana.
Intorno alle nove e mezza della sera britannica, lui non era ancora d’oro - bisognava aspettare che saltasse l’ucraino Doroshchuk, atteso da un epilogo che lo avrebbe lasciato attonito. E d’oro alla fine dei 200 non sarebbe diventato Fausto Desalu, sulla scena del remake di Tokyo nei panni di quel Marcell Jacobs finito di nuovo in officina di riparazione. Ma la sola rievocazione in sedicesimi di quel giorno, la sua parodia eliotiana - dalla luce di Olimpia ai fumi di Birmingham - è stata sufficiente per rammentarci che Gianmarco Tamberi c’è sempre stato, c’è ancora e probabilmente ci sarà.
“È tornato dal nulla” hanno detto a Eurosport France. È il revenant che provò a gareggiare con una colica e che non si è ritirato nel giorno in cui aveva dato appuntamento per un annuncio che lo minacciava. Non c’è nessuno che come Tamberi sappia disprezzarsi nei momenti difficili, perfino più di quanto meriterebbe. Non si contano le volte in cui ha sentito un vuoto improvviso e un senso di disperazione, una perdita di interesse o di piacere nel pieno di un magnifico periodo di risultati. Ma non c’è nessuno come Tamberi capace di ricavare energia da quella pesantezza, sentire di nuovo in petto il bisogno di grandiosità e di ottimismo, il desiderio di un progetto folle, grandioso.
A Tokyo aveva a bordo pista il gambaletto di gesso portato dopo l’infortunio che lo aveva privato dei Giochi di Rio quattro anni prima. A Birmingham, ieri sera, c’era a bordo pista la sua bambina Camilla, il frammento di euforia usato stavolta come leva contro lo schifo che gli erano parsi i salti in qualificazione.
Forse non sarà mai possibile capire del tutto quell’altalena umana che risponde al nome di Gianmarco Tamberi, ma come su tutte le altalene da che mondo è mondo, basta chiudere gli occhi, lasciarsi portare, e mammamia quanto ci si diverte.
DICONO DI LUI
✍️ Marco Bonarrigo, Corriere della sera: “Si è preso lo stadio con la forza, tutto, dal primo all’ultimo spettatore. L’Alexander Stadium di Birmingham è diventato il giardino di casa Tamberi, il suo angolo di spiaggia sul mare marchigiano, il palco di un concerto di una superstar del rock, il parquet di una finale dell’Nba dove il Jordan del salto in alto sembrava non voler smettere mai di andare a canestro. Gianmarco è il più grande di sempre della storia dell’atletica italiana e forse di tutto lo sport azzurro: la sua impresa inglese di ieri vale l’oro condiviso con Barshim a Tokyo e forse anche di più”.
✍️ Massimo Calandri, Repubblica: “Sotto la canottiera aveva un foglio con su scritto: Guess who is back, indovina chi è tornato”.
✍️ Andrea Buongiovanni, La Gazzetta dello sport: “Sembra un film al termine del quale è impossibile non commuoversi. C’è Gimbo Tamberi che, al microfono dello speaker di campo, domanda a tutto il pubblico dell’Alexander Stadium di intonare “Happy birthday to you”. Richiesta accordata, con l’azzurro a guidare il coro degli oltre ventimila”
🥇 Il secondo oro di Battocletti e Quadarella insieme
Nessuno aveva vinto 5.000 e 10.000 per due edizioni di fila agli Europei, né donna né uomo. La gara di Nadia Battocletti è stata a lungo tattica, la condizione ideale per chi come lei è capace di cambiare ritmo nel finale. A sette giri dalla fine Megan Keith, bronzo due anni fa, ha provato a spezzare il gruppo. Il suo attacco ha lasciato davanti Maureen Koster e Jana Van Lent insieme a Nadia. La britannica ha pagato lo sforzo ed è scivolata fino all’ottavo posto. All’ultimo giro le altre tre sono arrivate insieme. Un bel regalo col fiocco a Battocletti. Ha chiuso la partita con un ultimo 200 in 28”2 e ha rivinto insomma alla sua maniera, restando con leggerezza nella progressiva scrematura del mucchio, accelerando in maniera elegante e implacabile in quel pezzo di pista dove alle altre non resta che rassegnarsi. E poi come sempre sono arrivate le corone, i sorrisi, la commozione, e dove sta papà, tutto il suo mondo semplice, in miniatura come lei.
“La nostra fachira ha colpito ancora” scrive Gaia Piccardi stamattina sul Corriere della sera. Koster ha preso l’argento in 31’45”65, prima medaglia internazionale dopo più di dieci anni, dall’argento indoor sui 3000 del 2015. Van Lent ha chiuso terza in 31’47”81, dopo una settimana complicata da una reazione allergica che aveva perfino messo in dubbio la partecipazione. Elisa Palermo quinta, Federica Del Buono sesta.
Giulia Zonca su La Stampa scrive che “non è nemmeno la catena di successi a mettere l’accento sulla prestazione, ma la sofisticata malizia con cui Battocletti si aggira tra le corsie: prima, durante e a gara chiusa. Un misto di consapevolezza e ironia che solo lei si può permettere”.
🏊 Poco prima, Simona Quadarella aveva già fatto il suo lavoro, un 1.500 nuotato come una giornata in ufficio, prima sorprendendo Isabel Gose andando subito all’attacco e poi controllando una reazione fiacca, quasi di maniera della tedesca. Così stamattina si ripropone l’accoppiata delle due mezzofondiste azzurre, in umido e all’asciutto, gli ori in replica di cui si parlava qui.
Il Corriere della sera dice che “Simona è una ragazza che non perde tempo in recriminazioni, come non gliene frega nulla di esporsi per essere più personaggio a livello mediatico”. Sergio Arcobelli sulla Gazzetta racconta: “Sarà perché ti amo, Europa. Esulta felice uscendo dall’acqua Simona Quadarella dopo i 1500 trionfali, mentre nella bolgia della piscina intonano la popolare canzone dei Ricchi e Poveri”.
🥈 La medaglia di Desalu dal metallo incerto: il caso Ansah
Il tedesco Owen Ansah ha trasformato il bronzo dei 100 nell’oro dei 200, vincendo in 19”95 con vento di +2,3, prima volta sotto i 20” in carriera, ma non omologabile. Il dubbio è che finisca per non essere omologabile neppure la medaglia per il dossier aperto dalla federazione internazionale su un controllo antidoping saltato. Quando ieri sera la tv tedesca ZDF gli ha posto la domanda, Ansah ha voltato le spalle e se n’è andato. Se arrivassero le sanzioni di cui si parla [tre anni di sospensione], il bronzo di Fausto Desalu diventerebbe argento.
La versione dei fatti di Ansah, ricostruita dal Tagesspiegel, è particolarmente insolita. Ansah era stato inserito all’ultimo minuto nella lista dei partecipanti alla Diamond League di Monaco in sostituzione di un altro atleta. Stava preparando le valigie, era andato velocemente in bagno e stava per uscire, per andare in aeroporto. In quel momento, giusto in quel momento, al campanello ha suonato un addetto al controllo antidoping. Volevano fargli un test. Ansah non voleva aspettare e racconta che l’addetto ha respinto la proposta di accompagnarlo in aeroporto e fare il prelievo là. Per le norme si tratta di un test non superato e può comportare una squalifica di quattro anni. “Che sfortuna per Ansah - scrive Tagesspiegel - le cui motivazioni sembrano comprensibili, ma d’altra parte avrebbe dovuto sapere a cosa andava incontro se avesse ignorato l’ispettore. Un caso che dimostra la natura intransigente delle normative antidoping”.
❌ Paltrinieri deve cercarsi un altro allenatore
Gregorio Paltrinieri è rimasto senza allenatore a due anni dalle Olimpiadi. L’uomo che gli aveva dato una rinfrescata alla carriera, Fabrizio Antonelli, ha avuto un’offerta dalla Cina e vuole andare a vedere. Paltrinieri ha reagito con grande fair play, con parole di gratitudine, ma è stato molto chiaro sul fatt che «fosse stato per me, non avrei cambiato allenatore. Nessun rancore. Però brutto finire così. La Cina ha preso il migliore al mondo. Ho nuotato - ha detto ad Alessandra Retico, Repubblica - sapendo che sarebbero state le ultime insieme. Capisco le sue ragioni. Abbiamo cercato soluzioni senza trovarle. Mi ha detto che se non avesse detto di sì l’avrebbe rimpianto a vita».
❗ Dariya Derkach e il cinema
Nel ritratto della campionessa di salto triplo per il sito della FIDAL, Fausto Narducci scrive che “Dariya per il suo futuro sogna un salto triplo anche fuori dalla pista e nel 2013 ha avuto una piccola parte (naturalmente nelle vesti di saltatrice) accanto a Nicole Grimaudo nel film di Edoardo Leo Buongiorno papà candidato al David di Donatello e al Nastro D’Argento”.
Le lumache: anche Summer McIntosh sbaglia
In realtà non è Parigi. Questa è una parentesi dalla California. Ai Giochi Panpacifici di Irvine è saltata la finale più attesa. Summer McIntosh, primatista mondiale e campionessa mondiale dei 400 stile libero, è rimasta fuori con il nono tempo delle batterie. La canadese ha nuotato 4’08”56, oltre 14 secondi sopra il suo record di 3’54”18, ed è finita nella finale B dopo essere stata battuta nella sua serie anche dalla quindicenne cinese Fan Yaqi. McIntosh non ha parlato dopo la gara. La finale ha perso così il confronto diretto con Katie Ledecky e Lani Pallister. Ledecky ha fatto il miglior tempo del mattino in 4’03”48, Pallister è entrata con il quarto crono dopo aver già vinto i 200 stile, preso l’argento nei 1500 dietro Ledecky e contribuito all’oro australiano nella 4×200. Per McIntosh è uno strano segnale dopo un campionato inquieto. È stata oro nei 400 misti ma non si è piaciuta, seconda nei 200 stile e bronzo nella 4×200.
Peaky Blinders: la bellezza delle ottocentiste
Doveva essere la gara dell’anno, e abbiamo avuto addirittura di più, uno dei finali più belli di sempre in una corsa di mezzofondo. Audrey Werro ha vinto gli 800 in 1’54”81, abbassando il record dei campionati di Olga Mineyeva, fermo dal 1982 a 1’55”41. Svizzera, 22 anni, ha confermato che il successo di Stoccolma su Keely Hodgkinson e il suo ingresso fra le tre più veloci di sempre non erano casuali. In semifinale era caduta dopo un contatto a 150 metri dall’arrivo ed era stata ripescata dai giudici. In finale ha preso subito la testa della corsa e non l’ha più lasciata.
Campionessa olimpica, idolo del pubblico di Birmingham, Hodgkinson è partita spalla a spalla e poi ha inseguito fino al rettilineo, sempre un paio di passi dietro, ma con una corsa - diceva Stefano Baldini su Sky - non così bella rotonda, ampia, come quella della svizzera. Un anno fa, gli Europei di Birmingham parevano quasi pensati per la sua apoteosi. Addirittura faceva un pensierino al primato mondiale di Jarmila Kratochvilova. Ieri si è fermata all’argento in 1’55”01. Bronzo a Femke Broeders-Bol, al primo anno sugli 800 dopo i 400 ostacoli. Ma con il terzo posto ha già eguagliato il record olandese di Ellen van Langen, fatto alle Olimpiadi 1992. Sta costruendo magnifici risultati futuro. Sesto posto per Eloisa Coiro, stavolta due secondi sopra lo standard tenuto in batteria e in semifinale.
Il fumo: gli spalti vuoti e la candidatura di Londra ai Mondiali 2029
Le tribune vuote dei primi giorni agli Europei di Birmingham sono diventate un caso proprio mentre Londra corre per avere i Mondiali di atletica del 2029. I prezzi dei biglietti e la promozione dell’evento sono stati criticati, anche se le ultime quattro giornate sono vicine al tutto esaurito. Sean Ingle, sul Guardian, racconta la linea di Sebastian Coe. Quei vuoti, ritiene, non dovrebbero pesare sulla candidatura londinese, perché la città ha già dimostrato di saper riempire gli stadi nel 2012 ai Giochi, e nel 2017 ai Mondiali. “Dipende dai contesti”, dice il presidente di World Athletics, ricordando anche la Diamond League londinese esaurita cinque mesi prima. Birmingham, per Coe, aveva condizioni più complicate, un inizio di lunedì mattina in piena estate, con il caldo, in uno stadio non del tutto coperto.
European Athletics ha difeso gli organizzatori e ha sottolineato gli ascolti sulla BBC, con picchi oltre i due milioni e il 20 per cento di share. Coe non voterà per l’assegnazione della sede 2029. Una commissione valuterà Londra, Monaco, Nairobi e Roma.
Heavy Metal: Lo scontro sulla presenza della Russia
L’altro tema politico. Sebastian Coe ha alzato il livello dello scontro sulla presenza degli atleti russi nelle gare di atletica. A Parigi in piscina ci sono, a Birmingham in pista no. Il presidente di World Athletics ha detto di essere pronto a presentarsi davanti al Tribunale arbitrale dello sport per difendere il divieto deciso nel marzo 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina. La presa di posizione arriva dopo il nuovo ricorso presentato a inizio luglio dalla federazione russa, che contesta sanzioni considerate “selettive e politicizzate”. World Athletics resta su una linea più dura rispetto al CIO, disposto a riaprire la strada per Los Angeles 2028 con l’argomento indicato da Kirsty Coventry, non far pagare agli sportivi e alle sportive le decisioni dei governi. Ginnastica e pattinaggio hanno già ammorbidito le restrizioni. Coe invece tiene ferma l’atletica, parlando di integrità della competizione. Qui ne ha scritto L’Equipe.
Il martello: Karsten Warholm
Anche senza prendersi a schiaffi come in certe sere di Diamond League, Karsten Warholm ha corso come correrebbe il tipo dell’urlo di Munch. Ha chiuso in 46”63, record dei campionati, togliendo 35 centesimi al 46”98 con cui aveva dominato Roma 2024. È il suo secondo oro a Birmingham dopo quello nella 4×400 mista della prima serata. Partito in sesta corsia, Warholm ha imposto subito la sua frequenza e all’ingresso dell’ultima curva aveva già scavato una specie di mar Rosso fra sé e i dispersi. Il tedesco Emil Agyekum ha vinto l’argento in 47”87, prima medaglia internazionale assoluta, mentre il bronzo è finito a Ismail Nezir in 48”26. Tra il primo e il secondo, 1”24. Tra il terzo e il settimo posto: 50 centesimi. Nessuno prima di lui aveva vinto quattro volte di fila questa gara.
Il traffico: i molti impegni felici di van Klinken
Alla maniera di Warholm, Jorinde van Klinken ha chiuso subito il discorso nel disco femminil, con il primo lancio della gara a 67,67, misura mai più avvicinata dalle altre. Per l’olandese è il primo grande titolo internazionale e il secondo podio della settimana, dopo l’argento nel peso nella serata inaugurale. La sua serie ha prodotto anche un 64,59 e un 65,96. Pure quest’ultimo lancio sarebbe bastato per l’oro. Shanice Craft ha preso l’argento con 65,72 al terzo turno, salendo di un gradino dopo i tre bronzi europei conquistati in carriera. Vanessa Kamga ha completato il podio con 64,61, prima medaglia agli Europei dopo il quinto posto olimpico e il quarto mondial. Nella lotta per il bronzo, dalla terza alla sesta ono rimaste tutte nello spazio di 1,56 metri. Van Klinken ha poi rivendicato il doppio mestiere da pesista e discobola. Ha detto che non vuole più sentire discussioni.
Il toro: un solo salto per Duplantis
A Mondo Duplantis è bastato un salto per entrare in finale, misura d’ingresso a 5,60, primo tentativo pulito e finito y chiuso [copyright Vujadin Boskov]. Domenica proverà a vincere il quarto titolo consecutivo, otto anni dopo l’esplosione di Berlino 2018, quando a 18 anni superò per la prima volta i 6 metri e prese l’oro. Nel frattempo ha aggiunto due titoli olimpici, tre mondiali e 15 record del mondo, ma non ha mai migliorato il primato agli Europei. Dopo la gara ha spiegato che le qualificazioni sono sempre tese, perché “hai solo qualcosa da perdere”, e che il record è la parte in più, “la ciliegina”, dopo aver vinto. Prima penserà al titolo, poi eventualmente al 6,32. In finale anche Emmanouil Karalis, secondo astista più alto della storia, qualificato come Duplantis con un solo salto a 5,60. Ce l’ha fatta pure Matteo Oliveri.
👟 Il calendario di tutta l’atletica leggera
L’ammucchiata della marcia
Arriva stamattina una delle più grandi novità degli Europei di Birmingham, la marcia dopo il restyling, quella che chiamano adesso marcia-maratona. Dopo un lungo e tormentato percorso di km in più e in meno, dal 1° gennaio World Athletics ha sostituito 20 e 35 km con due distanze più familiari al grande pubblico, i 42,195 km della maratona e quella della mezza. La scelta serve a rendere la marcia più facile da promuovere e comunicare, soprattutto in tv. Le hanno dato in sostanza il linguaggio del popolo dei runner.
Sebastian Coe ha spiegato che vedere marciatori capaci di coprire 42,195 km in poco meno di tre ore aiuta a far comprendere lo sforzo a quella moltitudine di persone che mette le scarpette, esce e va al parco, i protagonisti di quel boom di maratoneti praticanti e di turisti che ha spinto la federazione internazionale a sganciare l’antica corsa di Filippide e Spiridon Louis dal resto del programma dei Mondiali [se ne parlava qui nell’aprile scorso].
Per chi marcia e passa dai 20 km alla mezza maratona cambia poco. Per la maratona, invece, l’adattamento è più complicato. Stéphane Kohler su L’Equipe ha raccontato che a francese Camille Moutard è arrivata a settimane da 135 km per abituare il corpo, mentre Aurélien Quinion, quarto e quinto ai Mondiali 2025 tra 20 e 35 km, ha abbracciato con convinzione la nuova distanza perché offre più tempo per costruire una strategia.
La novità meno gradita è organizzativa. Alle 8.30 partiranno insieme tutte e quattro le gare, uomini e donne su mezza, uomini e donne su maratona, in un circuito urbano stretto. Sorpassi e rifornimenti rischiano di diventare complicati. Quello che nel dialetto brummie della città chiamano commotion. Lo scompiglio. La caciara. L’arrivo non sarà nello stadio ma nel centro di Birmingham, alla fine di un percorso vallonato e con tratti di pavé. Carlos Arribas su El Pais descrive il percorso come un “labirinto con salite e pietre nel centro della capitale delle West Midlands”, all’ora in cui la città è ancora vuota.
L’Italia è una potenza egemone del movimento. Per i 21,097 km della mezza sono in gara Cosi, Fortunato e Picchiottino tra gli uomini; Cantò, Colombi, Mihai e Palmisano tra le donne. Per i 42,195 km della maratona intera ci sono Agrusti, Orsoni e Stano per gli uomini; Curiazzi, Fiorini e Giorgi tra le donne. Secondo le previsioni di Athletic Weekly, possono arrivare l’oro da Fortunato e Palmisano, l’argento da Fiorini e Stano.
La Spagna è la grande avversaria. Affida le sue chance da medaglie a Paul McGrath e María Pérez. Lui ha 24 anni, padre scozzese e madre catalana, è cresciuto con i cd di Van Morrison in macchina e sogna di sentire Gloria dagli altoparlanti della piazza se arriverà una vittoria spagnola. McGrath arriva da Font Romeu, dai bagni nel lago di Calbet dopo gli allenamenti e dai pomeriggi passati a seguire il Tour de France. Guida un settore maschile spagnolo in pieno ricambio.
María Pérez è invece la punta della squadra femminile. Dopo l’oro olimpico di Antonella Palmisano a Tokyo, ha preso la scena con quattro titoli mondiali tra 2023 e 2025, l’oro olimpico 2024 e quello europeo vinto a Berlino nel 2018. Attorno a lei crescono Aldara Meilán, Laura Monje, Antía Chamosa, Lucía Redondo. Eppure, El Pais racconta uan specie di fragilità istituzionale, come “l’impulso della marcia in Spagna, la passione dei suoi atleti, si combina malissimo con l’aria da malato che lotta per la sopravvivenza” prodotta dall’indifferenza delle federazioni e del CIO, attratti dalle gare brevi e veloci. Nessuno, osserva El País, ha contestato davvero l’orario e il formato scelti per Birmingham. [🍿 ore 8.30]
★★★★★ La finale del triplo con Diaz, Dallavalle, Biassutti
Il tema è il duello tra Andy Díaz e Pedro Pichardo, i due cubani diventati italiano e portoghese, e con molto astio reciproco. L’azzurro è campione europeo e mondiale indoor, guida le liste continentali con il 17,87 fatto agli Assoluti e cerca il primo grande titolo all’aperto, ripetendo di sentire nelle gambe i 18 metri, o perfino il primato del mondo. Pichardo, 33 anni, è l’oro olimpico, mondiale ed europeo, anche se nel 2026 ha gareggiato una sola volta all’aperto, vincendo la Diamond League di Doha con 17,71. È stato il migliore nelle eliminatorie con 17,16, davanti al 17,05 di Diaz, il 16,71 di Simone Biasutti e il 16,55 di Andrea Dallavalle. L’Italia ha vinto nel 2012 con Fabrizio Donato, oggi coach di Diaz. [🍿 ore 21.17]
★★★★☆ Cerasuolo e Martinenghi nei 50 rana
Il campione del mondo Simone Cerasuolo e l’oro sui 100 Nicolò Martinenghi si sono qualificati con i primi due tempi della semifinale. Cerasuolo ha nuotato n 26”23, sotto il vecchio record italiano di Ludovico Blu Art Viberti (26”27), portato a 26”20 in batteria. È rimato fuori Adam Ramsey-Peaty. [🍿 ore 18.42]
★★★☆☆ Lo sprint di Benedetta Pilato
È la gara in cui Benedetta Pilato e Anita Bottazzo hanno i due tempi migliori del 2026. Sono state inserite tutt’e nella quarta delle cinque batterie, corsia 4 e 5, crudelmente vicine a Lia Angiolini in corsia 6, per un triello che ne promuoverà due in semifinale e lascerà la terza fuori. In quinta batteria c’è la primatista del mondo Ruta Meilutyte, lituana, ex bimba prodigio ritirata a 22 anni per disturbi alimentari e una depressione, poi tornata, poi altalenante, poi dominatrice. È la nuotatrice che nell’aprile 2022 tinse di rosso sangue il laghetto di fronte all’ambasciata russa a Vilnius e ci nuotò dentro. Ne scrisse su Slalom Marco Ciriello..[🍿 ore 10.24 le batterie e 19.01 le semifinali]
★★☆☆☆ Un altro sprint di Sara Curtis
Sara Curtis si è qualificata con il quarto crono, a soli 4 centesimi dal primato italiano di 24.09. Sergio Arcobelli sulla Gazzetta racconta la sua vita americana: “In Virginia, Curtis sembra aver trovato una seconda casa. La compagna di stanza è la delfinista bosniaca Lana Pudar, con cui ha condiviso anche Italia-Bosnia. Tra le compagne più vicine c’è anche la tedesca Nina Jazy, che l’ha ospitata in Germania quando Curtis doveva rinnovare il visto americano”.
La svedese Sarah Sjostrom è davanti a tutte con 23”83, unica sotto il muro dei 24”. Anche questa è una gara in cui l’Italia non è mai salita sul podi. Agli Europei dimezzati del 2024 ha vinto l’ungherese Petra Senanszky. [🍿 ore 18.37]
💬 «La vedo molto centrata, con un piglio giusto, molto serena. Non me la sento di darle grandi consigli, forse l’unico è di guardare poco i social. Se si sanno usare bene, possono essere molto belli, puoi vedere anche tutto il lavoro che c’è dietro una grande performance. Dall’altro lato possono essere destabilizzanti, non sono tutti sempre felici di vederci vincere o primeggiare. È un’arma a doppio taglio. Io la vedo molto più americana che italiana come mentalità: nel modo di affrontare le cose, nel divertimento, nell’essere competitiva ma sempre col sorriso. Per noi italiani, spesso vincere sembra più un sollievo che una gioia». [Federica Pellegrini intervistata da Alessandra Giardini, La Gazzetta dello sport]
★☆☆☆☆ Come sta Léon Marchand
È la gara in cui la Francia aspetta l’idolo Léon Marchand. Ha nuotato il secondo tempo in semifinale dietro l’ungherese Richard Marton. Alle loro spalle Alberto Razzetti, già argento sui 400 misti nella giornata d’apertura. [🍿 ore 18.30]
🏊 18.47 I 200 misti femminili con Anita Gastaldi
Abbie Wood si presenta con il miglior tempo di 2’09”99 ma poi sono in cinque dietro di lei in meno di un secondo. Per l’Italia è passata Anita Gastaldi con il sesto crono e con 2’11”21 alla sua terza prestazione personale di sempre, a ventiquattro centesimi dal 2’10”97 nuotato agli Assoluti di Riccione nell’aprile 2025. È una gara con tre medaglie isolate per l’Italia nella storia: il bronzo di Alessia Filippi nel 2006, l’argento di Ilaria Cusinato nel 2018, il bronzo di Sara Franceschi nel 2022.
🏊 19.20 I 1.500 maschili
Con il quinto miglior tempo in batteria, uno dei dieci migliori interpreti di sempre è rimasto fuori dalla finale. Sven Schwarz è stato più veloce di altri quattro finalisti, ma più lento degli altri due tedeschi, Oliver Klemet e Johannes Liebmann, dunque per regolamento escluso. I due hanno preso parte al programma nelle acque libere, alla pari dell’ungheree David Betlehem. Johannes Liebmann ha nuotato nel 2026 il primato personale di 14:39.67, unico atleta sceso sotto i 14:40 in questa stagione, e ha già vinto l’oro negli 800. Sebastian Winter, sulla Süddeutsche Zeitung, scrive che il suo nome fino a pochi mesi fa era quasi sconosciuto al grande pubblico, finché nel mese di aprile ha fatto il record europeo sugli 800. Diciannove anni, cresciuto a Flensburg, vicino al Baltico, poi a Elmshorn, a 16 anni si è trasferito a Magdeburgo, nel gruppo di Wellbrock e Märtens. “Il tatticismo, il comportamento strategico, mi divertono più che sparare tutto per venti secondi”. In corsia 8 c’è Luca De Tullio.
🏊 20.12 Le francesi contro tutte nei 100 dorso
Tre atlete iscritte a Parigi hanno già nuotato i 100 dorso sotto i 59 secondi. Mary-Ambre Moluh si presenta con il miglior tempo tra le iscritte e come quarta europea di sempre nella distanza, dopo l’argento sui 50 dietro Sara Curtis. La principale alternativa è l’olandese Marrit Steenbergen, che abbiamo visto quasi dappertutto, primatista del mondo nei 100 stile libero. Possiede meno esperienza di Moluh nella distanza. Ha completato due gare sotto i 59 secondi in stagione, ma meglio di lei in semifinale hanno fatto Pauline Mahieu e Alina Gaifutdinova
👟 20.45 La chiusura dell’eptathlon
La gara finale del programma per l’assegnazione della medaglia d’oro. Dopo la prima giornata di gare in testa c’è la polacca Adrianna Sulek-Schubert. La svizzera Annik Kälin, sesta, ha corso i 100 ostacoli in 12.59, un tempo che le avrebbe dato l’oro nella gara individuale. Sveva Gerevini è stamattina nona.
👟 21.01 I colossi del giavellotto
Si riparte dal duello tra Julian Weber e Jakub Vadlejch, i primi due del ranking e i vincitori degli ultimi due ori. Weber ha gareggiato soltanto due volte quest’anno, ma è arrivato da leader europeo con 87,04 a Lucerna. Vadlejch, 35 anni, resta uno dei più solidi agonisti, con l’argento olimpico a Tokyo, tre medaglie mondiali e l’oro europeo di Roma. È rimasto fuori l’ucraino Artur Felfner, 22 anni, ex campione mondiale Under-20. Nessun europeo ha superato i 90 metri nel 2026 in una disciplina nella quale il resto del mondo ha fatto enormi progressi. Negli ultimi sei Mondiali c’è stato un solo oro per il continente con Johannes Vetter nel 2017 e nelle due edizioni recenti dei Giochi hanno vinto un indiano [Neeraj Chopra] e un pakistano [Arshad Nadeem]. In finale c’è Giovanni Frattini, 23 anni, riminese, personale di 83,61. L’Italia non è mai salita sul podio a un Europeo in questa gara.
👟 21.07 Il salto in alto femminile
Yaroslava Mahuchikh è entrata in qualificazione per ultima e ha impiegato due salti per arrivare in finale, con 1,88 e 1,91 entrambi alla prima prova. È la favorita per il terzo titolo consecutivo. Dietro di lei nessuna sorpresa tra le rivali. La polacca Maria Zodzik, argento mondiale, ha superato senza errori 1,80, 1,84, 1,88 e 1,91; identico percorso netto per la serba Angelina Topic, argento europeo e bronzo mondiale. Due azzurre in finale: Idea Pieroni [23 anni] e Asia Tavernini [24].
👟 21.10 I 400 femminili
La norvegese Henriette Jæger è diventata nel 2026 l’europea più costante con tre gare sotto i 50 secondi, le vittorie in Diamond League a Oslo e Roma e il record norvegese portato a 49”15 a Londra. La ceca Lurdes Gloria Manuel, 21 anni, dopo il titolo mondiale indoor ha abbassato il record nazionale a 49”37 ed è la seconda europea dell’anno. Natalia Bukowiecka difende l’oro vinto a Roma in 48”98, ha il miglior personale fra le presenti e in semifinale ha corso il suo miglior crono dell’anno [49.57]. Il tifo sarà tutto per Amber Anning, campionessa mondiale indoor 2025. Anna Polinari è rimasta fuori, seconda delle escluse.
👟 21.25 Crippa nella finale dei 10.000
Quasi tutti i principali candidati al titolo raddoppiano l’impegno dei 5.000 vinti da Jakob Ingebrigtsen [che non c’è]. Fa eccezione Andreas Almgren, negli ultimi due anni ha portato i record europei a 12’44”29 nei 5.000, 26’45 nei 10 km su strada e 58’41 nella mezza, con il bronzo mondiale 2025 in una gara conquistata da Jimmy Gressier, francese, campione mondiale ma ancora senza medaglie europee. Dominic Lobalu difende l’oro europeo vinto a Roma in 28’00”32 ed è l’unico medagliato 2024 al via, con Schrub e Ndikumwenayo assenti per infortunio. Fuori anche Mohamed Abdilaahi, leader europeo 2026 con 26’56”58, per un problema al piede. L’Italia ritrova Yemaneberhan Crippa, campione europeo 2022, oggi più orientato alla maratona. Altri due azzurri in corsa: Pasquale Selvarolo e Francesco Guerra.
👟 22.07 I 1.500 senza la Spagna
I 1500 maschili avranno un campione europeo senza cognome Ingebrigtsen. È successo una sola volta dal 2012 e per la prima volta da Göteborg 2006 nessuno della famiglia si è iscritto alla corsa. Il campione del mondo Isaac Nader e l’ex campione del mondo Jake Wightman si sono entrambi qualificati agevolmente dalle batterie. La grossa sorpresa è l’assenza della Spagna che aveva tre uomini in semifinale.
Carlos Sáez è arrivato al traguardo con il gomito e il polso feriti, al termine di una corsa piena di contatti, inciampi e una caduta con l’irlandese Cathal Doyle i n curva. Lucas Sáez-Bravo, su El Mundo, racconta il crollo in una specialità che per l’atletica spagnola è un vanto [Abascal, Fermín Cacho, José Luis González, Reyes Estévez, Katir]. Sáez sperava nel ripescaggio, com’era accaduto alla svizzera Audrey Werro negli 800, ma il reclamo è stato respinto. In effetti non si coglie responsabilità altrui. Quel che è venuto dopo è stato perfino peggio. Adrián Ben, campione di Spagna e finalista mondiale a Tokyo, ha letto male la gara lenta e nervosa. Ha aspettato troppo per cambiare passo e ha chiuso ottavo in 3’42”52. “Sportivamente è un fallimento”, ha ammesso. Mariano García, oro mondiale indoor a Torun, è arrivato terzultimo in 3’44”99: “Ho corso come un novellino”. La Spagna non mancava una finale europea maschile dei 1500 da Berlino 2018, e prima ancora bisogna tornare a Praga 1978. “La tradizione per terra”, scrive El Mundo.
👟🥇 8:30 Mezza maratona di marcia maschile | 👟🥇 Mezza maratona di marcia femminile | 👟🥇 Maratona di marcia maschile | 👟🥇 Maratona di marcia femminile
🏊 9:30 Batterie 50 stile libero maschili
Otto batterie in una gara dove Egor Kornev ha un vantaggio di quasi mezzo secondo sul più veloce del resto del mondo. Quattro italiani iscritti: Manuel Frigo [29 anni, veneto] nella quarta, Lorenzo Ballarati [20, romano] nella sesta, Giovanni Guatti [23, udinese] e Leonardo Deplano [27, fiorentino] nella settima. Le semifinali al pomeriggio
🏊 9.48 Batterie 200 farfalla femminili
Tre batterie, e nell’ultima staranno fianco a fianco la sedicenne ungherese Boroko Kertesz e la trentenne croata Amina Kajtaz Pinjo. La numero uno nelle liste d’ingresso è la britannica Keanna MacInnes. Tre azzurre iscritte: Giada Alzetta [20, friulana] e Paola Borrelli [21, milanese] nella prima batteria, Anita Gastaldi [23, piemontese] nella seconda. Le semifinali al pomeriggio.
🏊 10.01 Batterie 100 dorso maschili
È la gara in cui Thomas Ceccon ha il primato del mondo [51.60]. Sette batterie e lui è nella settima con Francesco Lazzari, con Apostolos Christou e con Kliment Kolesnikov. Il più veloce nel 2026 è stato il britannico Oliver Morgan. L’Italia ha pure Daniele Del Signore in quarta batteria e Michele Lamberti in sesta.
💬 «Penso che un po’ il personaggio vada creato. Quello che vedete qui, quello del QR del costumone dimenticato, delle frasi divertenti, piace alla gente. Magari qualcuno si rivede in me e pensa: come è possibile che uno vada a fare una finale europea e si dimentichi quello che serve per gareggiare? Però non lo faccio apposta. Sono scherzoso, mi viene naturale. Allo stesso tempo credo che un po’ di personalità vada costruita. Mi sono creato questo personaggio sorridente, un po’ così, anche sui social. Ovviamente quello non sono completamente io: nella vita privata sono un’altra persona. Però so che piace e allora lo alimento anch’io». [Thomas Ceccon intervistato da Sergio Arcobelli, La Gazzetta dello sport]
| 🏊 10.24 Batterie 50 rana femminili
🏊 10.36 Batterie 200 misti maschili
Una delle gare che potevano essere di Léon Marchand, primatista del mondo a Singapore l’anno scorso, ma lasciate dal francese per non sforzare l’anca infortunata. Il più veloce nel 2026 è stato Duncan Scott, ma Hubert Kos ha un tempo inferiore d’ingresso fatto nel 2025. L’Italia schiera Jacopo Barbotti nella quinta di cinque batterie e Alberto Razzetti in quella successiva, di fianco a Scott.
🏊 10.57 Batterie 4×200 stile libero mista
Solo undici squadre iscritte e divise in due mini batterie. L’Italia è nella seconda contro Armenia, Gran Bretagna, Svezia, Germania e Svizzera. Il miglior risultato è l’argento del 2020 con Ballo, Di Cola, Pellegrini e Panziera. A Roma 2022 arrivò il bronzo. Nell’Europeo dimezzato di Belgrado 2024 ha vinto l’Ungheria. | 👟 11:25 Salto in lungo eptathlon femminile
👟 12:50 Qualificazioni salto in lungo femminile
Ventinove iscritte divise in due pedane. Con la misura di 6,80 si passa direttamente in finale, oppure bisogna aver fatto uno dei 12 salti migliori. Larissa Iapichino è nel gruppo A con il suo recente 7,12 primato italiano e migliore prestazione europea dell’anno davanti al 7,05 di Malaika Mihambo. | 👟 12:55 Lancio del giavellotto eptathlon femminile
👟 13:15 Primo turno 1500 metri femminili
Due batteria, la prima da 15 e la seconda da 14. Passano alla finale di domani le prime-sei. Ludovica Cavalli corre la prima, 25 anni, ex ala sinistra all’Athletic Genova. Nella seconda Gaia Sabbatini, molisana, 27 anni, laureata in psicologia, si allena a Manchester con il coach Trevor Painter.
👟 13:40 Primo turno staffetta 4×100 femminile
Due batterie. Vanno in finale le prime-tre più i due migliori tempi fra le esclude. L’Italia è nella prima con Gran Bretagna, Olanda, Portogallo, Finlandia, Austria, Danimarca e Irlanda. Le azzurre hanno il secondo miglior tempo della serie. La finale chiuderà il programma stasera. Nella storia ci sono tre bronzi per l’Italia, due lontanissimi [1938 e 1954], uno più recente a Monaco nel 2022 con Doso, Kaddari, Bongiorni, Pavese. Le britanniche sono le campionesse in carica e argento olimpico 2024 dietro le USA. L’ultima 4x100 europea oro a un Mondiale è stata la Francia nel 2003, la Germania è stata bronzo a Tokyo 2025.
👟 14:00 Primo turno staffetta 4×100 maschile
Due batterie da 8 pure qui, stesso criterio di accesso alla finale delle donne. L’Italia senza Jacobs è in seconda contro Svezia, Finlandia, Belgio, Svizzera, Slovenia, Irlanda e Germania. Gli azzurri ono stati campioni nel 2024, spezzando l’attesa di un podio che durava dall’argento del 2010. L’Olanda è stata bronzo ai Mondiali di Tokyo 2025, la Gran Bretagna ai Giochi di Parigi.
🏊🥇 18:30 Finale 200 farfalla maschili | 🏊🥇 18.37 Finale 50 stile libero femminili | 🏊🥇 18.42 Finale 50 rana maschili | 18.47 🏊🥇 Finale 200 misti femminili | 18.54 🏊 Semifinali 50 stile libero maschili con i qualificati del mattino | 🏊 19.01 Semifinali 50 rana femminili con le qualificate del mattino | 🏊🥇 19.20 Finale 1500 stile libero maschili | 🏊 19.52 Semifinali 200 farfalla femminili con le qualificate del mattino con i qualificati del mattino | 20.02 🏊 Semifinali 200 misti maschili con i qualificati del mattino | 20.12 🏊🥇 Finale 100 dorso femminili | 🏊 20.18 Semifinali 100 dorso maschili con i qualificati del mattino | 20.47 🏊🥇 Finale 4×200 stile libero mista con i qualificati del mattino | 👟🥇 20:45 Finale 800 metri eptathlon femminile | 👟🥇 21:01 Finale lancio del giavellotto maschile | 👟🥇 21:07 Finale salto in alto femminile | 👟🥇 21:10 Finale 400 metri femminili | 👟🥇 21:17 Finale salto triplo maschile | 👟🥇 21:25 Finale 10.000 metri maschili | 👟🥇 22:07 Finale 1500 metri maschili | 👟🥇 22:33 Finale staffetta 4×100 maschile con i qualificati del mattino | 👟🥇 22:48 Finale staffetta 4×100 femminile con le qualificate del mattino.
La tedesca che litiga con la pedana
Malaika Mihambo è una delle più affascinanti figure dell’atletica contemporanea. Ha vinto un oro olimpico, due volte i Mondiali, due volte gli Europei, eppure lascia la sensazione di aver perso lungo la strada almeno altrettanto. Ha saltato 7,30 sette anni fa e poi mai più, per quel misterioso vizio di litigare con l’asse di battuta. Due cose le capitano spesso: staccare 20 centimetri prima o finire col piede oltre la linea. In un’intervista alla Deutsche Presse-Agentur ripresa da Kicker, alla domanda su cosa potrebbe succedere [cosa sarebbe potuto succedere] fondendo la sua velocità con la tecnica, risponde: «Questa è la domanda a cui devo ancora rispondere nella mia carriera. Sono molto curioso anch’io al riguardo».
Ha saltato 7,05 a Londra in Diamond League e poi 6,63 ai campionati tedeschi, dove è arrivata seconda. A Birmingham cerca il terzo titolo europeo, dieci anni dopo la prima medaglia continentale, un bronzo ad Amsterdam 2016. A Kicker dice che dalla gara nazionale si porta dietro «quel piccolo sentimento che rode e che ti spinge». Le è già successo, aggiunge, di arrivare al grande appuntamento dopo una prova generale non riuscita e saltare meglio, anche se «non c’è nessuna garanzia». Il suo obiettivo resta fare una buona gara, con umiltà: «Essere in buona forma non significa automaticamente vincere una medaglia». .
L’orizzonte è fissato. I Giochi di Los Angeles 2028 dovrebbero essere la fine della sua carriera, salvo che il corpo non regga, che venga meno il piacere, o che ci siano cose che non voglia più sostenere psichicamente o fisicamente. Mihambo dice di essere felice del percorso fatto e di quello che le resta. Rispetto alla ragazza dei primi tempi si sente più forte e più sicura, più soddisfatta. Ha imparato ad ascoltare la voce interna e a conoscere meglio i limiti. Dice anche di aver attraversato fratture familiari che le sono rimaste dentro per anni: «Oggi faccio sport di alto livello in un modo più sano di prima. Sono benedetta da una consapevolezza che allora non avevo».
Sarà un gran duello con Larissa Iapichino. [🍿 ore 12.50 le qualificazioni - domani ore 21.05 la finale]
👟 8:30 Maratona femminile | 👟 9:10 Maratona maschile | 🏊 9:30 Batterie 400 stile libero femminili | 🏊 Batterie 400 stile libero maschili | 🏊 Batterie 4x100 mista femminile | 🏊 Batterie 4x100 mista maschile
18:30 🏊 Finale 50 stile libero maschili | 🏊 Finale 50 rana femminili | 🏊 Finale 200 misti maschili | 🏊 Finale 200 farfalla femminili | 🏊 Finale 100 dorso maschili | 🏊 Finale 400 stile libero femminili | 🏊 Finale 400 stile libero maschili | 🏊 Finale 4x100 mista femminile | 🏊 Finale 4x100 mista maschile 👟 20:30 Finale salto con l’asta maschile | 👟 20:55 Finale lancio del giavellotto femminile | 👟 21:05 Finale salto in lungo femminile | 👟 21:35 Finale staffetta 4×100 mista | 21:50 Finale 3000 metri siepi maschili | 22:13 Finale 1500 metri femminili | 22:33 Finale staffetta 4×400 femminile | 22:48 Finale staffetta 4×400 maschile
Per stamattina è tutto. A dopo con Slalom, a domani con Centesimi



















